venerdì 13 gennaio 2012

Anno Nuovo Sito Nuovo

[There's an old (insane) tradition in Italy on New Year's Eve: throwing old things out of the window. That's it! Old website out, new website in! You'll LOvìt!]

Squilli di trombe, rulli di tamburi… Il nuovo sito finalmente è pronto!
Lo presentiamo, rispettando (in modo un po’ più ecologico, però) l’antica tradizione italiana di sbarazzarsi (gettandole dalla finestra, sì, sì, proprio così) delle cose vecchie a Capodanno per fare spazio a quelle nuove.

Speriamo che vi piaccia e che vi faccia compagnia per tutto il 2012.

E già che ci siamo auguriamo a tutti, amici, studenti, ex studenti vicini e lontani, un anno nuovo pieno di ogni singola cosa che potete desiderare, di soldi, di salute, di amore, di emozioni e di tantissima felicità!

IL NUOVO BLOG LO TROVATE QUI:  www.ovitmilano.com/blog/

mercoledì 2 novembre 2011

La storia del Crisantemo e La commemorazione dei defunti del 2 novembre

Did you know that chrysanthemum is the flower symbolizing death in Italy? Here is its sad legend.

C’era una volta una mamma tanto triste per la morte del figlio in guerra, ma la donna era povera e non poteva regalare al figlio nemmeno un fiore per il 2 novembre, il giorno in cui ogni famiglia ricorda i propri cari.
Fu così che in un cassetto trovò delle strisce di stoffe bianche e gialle, le cucì l’una sull’altra fino a formare una grande corolla avvolta da uno stelo di ferro rivestito di verde. La donna si addormentò ma al suo risveglio quel fiore di stoffa palpitava gonfio di vita, con cento linguette vellutate di bianco e di giallo. Sulla tomba del soldato scomparso la donna ci pose il fiore più bello: il crisantemo.

[fonte: www.sanmarcoinlamis.eu]

lunedì 24 ottobre 2011

Adottiamo una parola?

Adopt an Italian word and save our beautiful language. It's easy, it's free.


La società Dante Alighieri, in collaborazione con la rivista femminile Donna Moderna, ha lanciato una campagna di adozione delle parole italiane.

Partecipare è molto semplice: andate sul sito della Dante, alla pagina adottaunaparola.ladante.it. Cliccate su "Come Partecipare", scegliete uno dei quattro dizionari.
Vedrete un elenco di parole, potete sceglierne una, guardarne altre o scrivere la parola che più vi piace nella ricerca. Se non conoscete la parola, per essere sicuri potete controllarla su un dizionario online (ad esempio quello del Corriere).

Io ho adottato la parola DISCONOSCERE (to disclaim, to disown), e da oggi la userò almeno due volte al giorno!
Ah, dimenticavo! Grazie a Cesare per la segnalazione :)

venerdì 10 giugno 2011

Un singolo di grande successo, L'ombelico del mondo, con il quale Jovanotti partecipò anche agli MTV Music Awards.



Questo è l'ombelico del mondo
dove si incontrano facce strane di una bellezza un po' disarmante
pelle di ebano di un padre indigeno e occhi smeraldo come il diamante
facce meticce da razze nuove come il millennio che sta arrivando
questo è l'ombelico del mondo e noi stiamo già ballando
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo dove non si sa dove si va a finire
e risalendo dentro se stessi alla sorgente del respirare
è qui che si incontrano uomini nudi con un bagaglio di fantasia
questo è l'ombelico del mondo senti che sale questa energia
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo è qui che c'è il pozzo dell'immaginazione
dove convergono le esperienze e si trasformano in espressione
dove la vita si fa preziosa e il nostro amore diventa azioni
dove le regole non esistono esistono solo le eccezioni
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo è qui che nasce l'energia
centro nevralgico dell'universo da qui che parte ogni nuova via
dalle province del grande impero sento una voce che si sta alzando
questo è l'ombelico del mondo e noi stiamo già ballando
questo è l'ombelico del mondo.

venerdì 3 giugno 2011

La ricetta del mese: bruschetta caprese



Ingredienti
Aglio 1 spicchio
Basilico 8 foglie
Mozzarella di bufala 250 gr
Olio extravergine di oliva q.b.
Olive nere intere 12
Origano essiccato qualche pizzico
Pane di grano duro 4 fette da 80-100 gr l'uno
Pomodori ciliegino 10
Sale q.b.

giovedì 26 maggio 2011

Ripasso dei tempi verbali... con una canzone!

Modà - La notte



Sì, _____________ pure misteriosa e tenebrosa,
quando _____________ fa paura,
ma _____________ e _____________ se l'ascolti
se _____________ e cerchi dentro lei
la forza per andare avanti
e non _____________ con il sole e i raggi,
_____________ dagli insulti e dalle malelingue
che cercan solo di ferirmi e screditarmi
Mi lascia fare anche se sbaglio a _____________ male
senza insultarmi

Non come te che invece
_____________ in un momento tutto quanto
ed _____________ dentro te soltanto il peggio
per uno sbaglio ed un momento
in cui _____________ solo
senza coraggio.

Ma la notte so che pensi a me, amore
nel buio cerchi sempre le mie mani
no, non fingere di stare già già bene
di colpo non si può dimenticare
niente di cosi profondo e intenso,
o almeno penso.


Dico _____________, poi _____________
_____________ nei momenti di sconforto
quando intorno a me
tutto è buio come
come la notte, come le botte
come le ferite _____________
mai _____________, ancora aperte,
sbagliare umano ma per te uno sbaglio è tutto,
sono solo un malandrino ed un violento,
per una volta prova ad _____________ il cuore
e non l'orgoglio

Ma la notte so che pensi a me, amore
nel buio cerchi sempre le mie mani
no, non fingere di stare già già bene
di colpo non si può dimenticare
niente di cosi profondo e intenso
o almeno penso

giovedì 12 maggio 2011

La ricetta del mese: gli spaghetti alle vongole

Un'ottima ricetta per l'estate che arriva.



■ Preparazione

le vongole
La preparazione degli spaghetti con le vongole inizia qualche ora prima: bisogna infatti lasciare le vongole qualche ora, meglio una nottata intera, in ammollo con abbondante acqua salata per permettere lo spurgo di eventuali impurità. Preparate una pentola capiente dove fare aprire le vongole a fuoco vivace; le vongole vanno tolte dal fuoco immediatamente dopo la completa apertura, niente è più dannoso per il sapore delle vongole che una cottura prolungata. Separate le vongole dal liquido che si sarà formato, e filtratelo. A parte mettete a imbiondire gli spicchi d'aglio nell'olio e, non appena l'aglio sarà pronto, versate il liquido di cottura e fatelo addensare un po', aggiungendo una parte del prezzemolo.

Per ultimo aggiungete le vongole che a seconda dei gusti saranno state in parte sgusciate, e fate cuocere per pochi istanti. Condite gli spaghetti, o i vermicelli, che nel frattempo avrete cotto al dente con questo delizioso sughetto di vongole, aggiungendo per ultimo il restante prezzemolo e il pepe a volontà.

■ Consiglio
Le vongole per antonomasia da utilizzare nella ricetta degli spaghetti con le vongole sono le vongole veraci. Attenzione però, perché le vongole veraci nostrane sono pressoché sparite soppiantate da quelle asiatiche dal gusto meno deciso. Per riconoscerle bisogna controllare i sifoni retrattili che escono dal guscio: uniti nelle asiatiche e separati nelle nostrane.
Se invece non volete "impressionare" i vostri ospiti con la grandezza delle vongole veraci, e soprattutto avete molto più tempo a disposizione, il consiglio è di preparare gli spaghetti con le vongole usando le vongole più piccole chiamate in alcune zone d'Italia Telline oppure Venus; impiegherete molto più tempo ad assaporarne una ad una ma il risultato sarà decisamente memorabile.

■ Curiosità
La tradizione degli spaghetti alle vongole ha anche delle varianti, in particolare a Napoli ci sono due modi per prepararli con o senza pomodoro. In ogni famiglia, poi, ci sono i sostenitori di una o l'altra ricetta, in ogni caso in entrambi i casi è un peccato non assaggiarli.

[tratto da giallozafferano.it]

lunedì 9 maggio 2011

8 maggio: Festa della Mamma

Ecco le più famose canzoni italiane dedicate alla mamma.
Sono un po' vecchiotte, non sarà che gli italiani hanno smesso di essere troppo "mammoni"?

Mamma di Beniamino Gigli


Ciao mamma di Jovanotti


La più bella di Anna Tatangelo


Mamma e papà di Alex britti


No mamma no di Renato zero


Viva la mamma di Edoardo bennato


Iva Zanicchi "Mamma tutto"

domenica 1 maggio 2011

1° Maggio: festa dei lavoratori. "IL QUARTO STATO" di PELLIZZA DA VOLPEDO

Il Quarto Stato
Autore: Giuseppe Pellizza da Volpedo
Data: 1896-1902
Tecnica: olio su tela
Dimensioni: 293×545 cm
Dov'è: Museo del Novecento, Milano


Il Quarto Stato, opera simbolo del XX secolo, rappresenta lo sciopero dei lavoratori.
Non solo raffigura una scena di vita sociale, lo sciopero, ma costituisce un simbolo: il popolo sta avanzando verso la luce.
Il dipinto è lo sviluppo completo di questo tema, già affrontato dall'artista in altri dipinti (Ambasciatori della fame, Fiumana e  Il cammino dei lavoratori).
La composizione del dipinto è bilanciata nelle forme e movimentata nelle luci, rendendo perfettamente l'idea di una massa in movimento.

Così lo descrive il suo autore:
« Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d'una giornata d'estate, due contadini s'avanzano verso lo spettatore, sono i due designati dall'ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune... »
(Giuseppe Pellizza, Volpedo, 1892)

Così ne parla Aurora Scotti, in Cento opere. Proposte di lettura, in "Enciclopedia dell'arte", 2002:
Rispetto ai suoi contemporanei, il quadro di Pellizza rifiuta caratterizzazioni di eccitata protesta o di passiva rassegnazione, ma legando il tema iconografico dello sciopero con quello della sfilata che caratterizzava le celebrazioni della festa dei lavoratori, presenta una schiera di braccianti che avanza frontalmente, guidata in primo piano da tre persone in grandezza naturale: un uomo al centro affiancato, in posizione leggermente arretrata, da un secondo lavoratore più anziano e da una donna con un bimbo in braccio. La scena si svolge su una piazza illuminata dal sole chiusa sul fondo da folte macchie di vegetazione, che schermano anche le architetture esistenti, e da una porzione di cielo bluastro con striature rossastre iscritta in una cornice centinata. L'organizzazione dei personaggi fu lungamente studiata da Pellizza attraverso disegni preparatori a carboncino e gesso di grande suggestione compositiva e chiaroscurale: disegni singoli per i tre protagonisti, a gruppi per i personaggi in secondo piano, e di dettaglio per teste o mani delle ultime figure sul fondo.
Come i tre personaggi principali non si collocano su un'unica linea ma hanno un'impostazione leggermente a cuneo, così anche i personaggi in secondo piano sono solo apparentemente disposti a schiera, perché in realtà, come è ben evidenziato anche dalle loro ombre, si distribuiscono secondo una linea ondulata ribadita da un analogo comporsi del movimento delle mani nonché dal ritmo e dalla direzione delle loro teste. Questa soluzione contribuisce a evitare che il tutto appaia statico e greve, e a suggerire invece un movimento ritmico e continuo, che ben rappresenta ed evidenzia l'idea dell'avanzata. Anche le diverse condizioni di luce concorrono ad accentuare questa impressione di moto, perché mentre lo sfondo del cielo rappresenta un tramonto, le figure sono viste in una luce quasi meridiana: si accentua in tal modo l'idea dì un trascorrere del tempo e quindi di un collocarsi dell'episodio in uno spazio e in un tempo apparentemente unitari e contingenti, ma, in realtà, espressione di una dimensione più articolata e capace di alludere a un lampo e a una natura che diventano il simbolo di una storia e di valori più universali. In essi infatti si materializza l'avanzare inarrestabile di uomini e donne le cui connotazioni descrittive di età e di classe vengono rielaborate e riassorbite in forme nutrite di una profonda cultura pittorica che attinge ai modelli rinascimentali (Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Botticelli) lungamente studiati nei musei di Firenze, nelle Stanze e nei Palazzi Vaticani, e sulle fotografie Alinari, che di tali capolavori documentavano efficacemente forme, ritmi e articolazioni compositive. La volontà dell'autore di misurarsi al tempo stesso con la contemporaneità e con la storia si traduce non nella semplice riproposizione di un episodio contingente di uno sciopero o di una manifestazione di protesta, da cui pure aveva tratto fin dal 1891 la prima idea del quadro - in una ricerca che aveva prodotto il più oggettivamente naturalistico Ambasciatori della fame del 1892 e la interpretazione meno oggettiva e fortemente simbolista di Fiumana del 1895-96 -, ma nella ideazione di un quadro capace di esaltare l'oggettività delle forme e di simbolizzare tutto il cammino che la classe lavoratrice aveva fatto e si preparava a compiere, un cammino di affrancamento dall'abbrutimento della fatica verso una più umana consapevolezza del proprio valore e della propria forza, un percorso frutto di azione ma anche di pensiero.
Un simile elogio della contemporaneità non poteva essere realizzato se non con una tecnica capace di essere assolutamente moderna, e cioè scientificamente controllata nei passaggi costruttivi della figura ma anche nello studio degli accordi e dei contrasti delle luci a partire dalle basi offerte dalla fisica e dalla chimica ottocentesche. Il Quarto Stato è un'opera complessa, frutto di una tecnica cromatica matura ed efficace. Sulla grande tela, preparata a colla e gesso, Pellizza tracciò le linee di riferimento necessarie per costruire i numerosi personaggi su vari piani e la scena d'ambiente, utilizzando veline ricavate a penna sulla base di diversi cartoni a carboncino; intervenne poi col colore che usò puro, nella ricca gamma di toni messa a disposizione a fine Ottocento dalla casa parigina Lefranc, e che applicò a punti e lineette secondo le leggi del divisionismo, per rendere non solo effetti convincenti di luce ma anche di ariosità e di massa sia nel paesaggio sia nelle figure. Nel piano d'appoggio dominano tonalità ocra e rosate, che trovano il loro punto di massima accensione nel gilet rosso del personaggio in primo piano; nelle figure gli abiti sono realizzati con colori verdastri e giallo sulfurei, ottenuti con una ripetuta sovrapposizione dei vari pigmenti colorati, studiati nelle loro interferenze e nei loro timbri sulla base di cerchi cromatici del tipo elaborato da N.O. Rood (Modern Chromatics uscito a Londra nel 1879), capaci di determinare particolari intensità di toni sfruttando le leggi del contrasto e della complementarità. Anche la dimensione e la direzione delle pennellate contribuiscono a costruire le forme in modo tale da garantire a esse volume pur senza accentuarne la pesantezza o la robustezza. Analoga sapienza denotano le macchie di vegetazione che mediano con il loro controluce e la ricchezza de! fogliame tra la piena luminosità del primo piano e il corrusco tramonto di fondo. Proprio queste caratteristiche di serena oggettività, ma anche di forza e di sicura determinazione hanno contribuito a definire il valore simbolico dell'opera adottata come manifesto dai lavoratori e dalle loro associazioni fin dall'inizio della sua storia espositiva, all'origine di una lunga serie di usi e di riprese soprattutto nella seconda metà del Novecento».

sabato 30 aprile 2011

Ma questo lavoro è il colmo!

colmo [cól-mo] aggettivo
1. riempito fino all'orlo, pieno: 
Esempio: un bicchiere colmo di acqua
2. il punto più alto; cima, sommità, apice: 
Esempio: sono al colmo della felicità
3. cosa incredibile, che suscita indignazione:    
Esempio: basta, questo è il colmo!
si dice anche per presentare certi indovinelli con giochi di parole.

I COLMI DEI MESTIERI
Qual è il colmo per un giardiniere? Essere al verde                                                    
Qual è il colmo per un falegname? Avere la moglie scollata                                      
Qual è il colmo per un vigile de fuoco? Avere una moglie focosa
qual'è il colmo di un gioielliere? Avere un cuore d'oro, una faccia di bronzo e idee brillanti
Qual è il colmo per un cantante? Avere l'ernia del disco
Qual è il colmo per due professori di matematica? Parlare del più e del meno
Qual è il colmo per un pizzaiolo? Avere una moglie capricciosa
Qual è il colmo per un elettricista? Mettere alla luce un figlio
Qual è il colmo di una sarta? Perdere il filo del discorso
Qual è il colmo per un sindaco? Essere un tipo fuori dal comune
Qual'è il colmo per un vigile? Avere problemi di circolazione.
Qual e' il colmo per un astronauta? Avere la luna di traverso.

venerdì 29 aprile 2011

Grammatica: i pronomi Ci e Ne

CI
• pronome personale diretto "noi" (oggetto)
Roby ci ha visti sull’autobus.
• pronome personale indiretto "a noi"
Ci impresti il tuo dizionario?
• particella avverbiale di luogo: "in questo posto, qui, in quel posto, lì, là"
        con il verbo essere: c’è (ci è) ci sono
Nello zaino c’è il portapenne. Nel portapenne ci sono le matite.
        con altri verbi
Come vai a scuola? – Ci (= là) vado a piedi.
Vieni al cinema con noi? – Non ci (= là) posso venire.
• particella pronominale: "a questo, con questo, di questo, su questo"
Sono veramente interessato a questo lavoro, ci tengo molto.
Sei abituato a stare così tanto al sole? Sì, ci sono abituato.
Hai trovato i biglietti per la partita? Sì, ci sono riuscito.

NE
• pronome personale indiretto: "di lui, di lei, di loro o da lui, da lei, da loro"
Beppe è molto affezionato ai figli.
Ne (= di loro) parla sempre.
Rafael viene dall’Ecuador e ne ha molta nostalgia.
Ho fatto questo lavoro ma non ne ho guadagnato niente.
• pronome partitivo. "di questo, di questa, di questi, di queste"
Vuoi del gelato? Sì, ne (= di gelato) vorrei un po’.
Guarda che belle rose! Ne compro qualcuna
  oppure per indicare una parte di qualcosa
Mangi tutta la pasta? No, ne prendo solo un piatto.
Attenzione:
-> Vuoi le arance? – Sì, le voglio. (voglio tutte le arance che ci sono qui)
-> Vuoi le arance? – Sì, ne vorrei tre / ne vorrei un chilo. (voglio solo una parte delle arance che ci sono qui)
Lo, la, li, le significano tutto.
Ne invece significa un po’, ed è necessario specificare la quantità (tre, un chilo…).


[vai agli esercizi]

Un esercizio sugli articoli

Ascolta e completa questa famosa canzone



Le cose che piacciono a me
[Musiche di Oscar Hammersteier II e Richard Rodgers - cantata da Tina Centi]

Gocce di pioggia sul verde dei prati,
sciarpe di lana, guantoni felpati,
più che __ sapore, __ colore del tè
ecco __ cose che piacciono a me!

Torte di mele, biscotti croccanti,
bianchi vapori dai treni sbuffanti,
quando ti portano a letto __ caffè,
ecco __ cose che piacciono a me!

Tanti vestiti a vivaci colori,
quando ricevi in regalo dei fiori,
__ camicette di bianco picchè,
ecco le cose che piacciono a me!

Se son triste, infelice, e non so il perché
io penso alle cose che amo di più
e torna __ sereno per me!

__ miagolare che fanno __ gattini,
ed __ sorriso di tutti __ bambini,
__ cioccolata che è dentro
__ bignè,
ecco le cose che piacciono a me!

__ bel quaderno appena comprato,
__ fazzoletto che sa di bucato,
__ gallina che fa coccodè,
ecco le cose che piacciono a me!

Biondi capelli su __ viso abbronzato,
pane arrostito con burro spalmato,
quando si ride ma senza un perché,
ecco le cose che piacciono a me!

Se son triste, infelice, e non so il perché
io penso alle cose che amo di più
e torna il seren per me!

lunedì 25 aprile 2011

Siete fan di tumblr?
Da oggi ci potete trovare anche lì, all'indirizzo
http://lapostrofo.tumblr.com/

venerdì 22 aprile 2011

Earth Day - Acts of Green



Oggi 22 Aprile è la Giornata della Terra. L'edizione 2011 ha questo bellissimo tema: raccogliere un miliardo di "azioni verdi".
Anche Ovìt vuole fare la sua parte, e ha istituito oggi una GIORNATA SENZA FOTOCOPIE, utilizzando attività che prevedevano pratica orale o riutilizzando vecchie lezioni avanzate.

Ma non vogliamo fermarci qui: in ufficio si consuma molta energia, si utilizzano notevoli quantità di carta e prodotti contenenti sostanze inquinanti e tossiche. Gli impatti ambientali connessi alla vita di ufficio non sono quindi trascurabili.
Ecco le Regole Verdi che cerchiamo di applicare quotidianamente:

1. niente stampe inutili.

le lezioni, le dispense e gli esercizi vengono stampati su entrambi i lati, possibilmente su carta riciclata, e conservati per una nuova lezione se non utilizzati subito.


2. sì alla bici.

consigliamo e sosteniamo attivamente l'uso della bici. chi di noi abita troppo lontano per poterla usare quotidianamente cerca di usare il più possibile il trasporto pubblico.

3. attenzione alla spesa!

avendo all'interno del nostro staff dei veri esperti di consumo critico, usiamo unicamente prodotti non testati su animali e prodotti da aziende etiche.

4. spegni la luce!

usiamo unicamente lampadine a basso consumo ed accendiamo la luce solo se è veramente necessario. (mi raccomando, anche voi, non lasciate niente stand by!)

5. programmazione del riciclaggio

dividiamo i rifiuti quotidianamente.

6. acqua pubblica

consigliamo vivamente ai nostri studenti di consumare l'acqua di rubinetto. è buona, è sempre fresca, è gratis, e non produce 5 sacchi di plastica alla settimana.

7. open source

crediamo nel software libero e nella condivisione del sapere. il nostro sito, le nostre lezioni, i nostri documenti e volantini sono stati creati unicamente con programmi open source.

8. la lunga vita delle cose

Non vogliamo dare ai nostri oggetti una morte prematura. Cerchiamo di riutilizzare i piccoli oggetti di cancelleria, come le carte o le graffette, e facciamo costante manutenzione sull'elettronica in modo da non dover  buttare via tutto prima del tempo.

giovedì 21 aprile 2011

poveri turisti!

Sky.it ha telefonato alle aziende trasporti di 8 città per avere informazioni. Ma l’ha fatto in inglese!
Risultato? Esilaranti conversazioni in “inglish”.


Guardate qui le richieste ad altre città

venerdì 8 aprile 2011

La costoletta alla milanese

Un'ottima ricetta dall'ottimo sito www.giallozafferano.it


Preparazione

Per realizzare la costoletta alla milanese, la carne non andrebbe battuta col pestacarne quindi pulitela solamente. A questo punto sbattete le uova dentro una fondina e grattugiate grossolanamente il pane seccato.
Proseguendo nella preparazione della costoletta, passate ciascun lato nell'uovo sbattuto e successivamente nel pangrattato); premete bene la carne nell'impanatura avendo cura di far aderire completamente il pangrattato alla carne.

Ponete del burro in un tegame, fatelo sciogliere e quindi leggeremente soffriggere (dovrebbe diventare color nocciola), aggiungete poi le costolette e fatele ben dorare su entrambi i lati a fuoco medio-basso. Se friggete due costolette alla volta, usate la metà del burro e quando avrete terminato l'operazione pulite la padella e friggete le restanti costolette con il burro rimasto.
Servite le vostre costolette ancora calde ma, prima di farlo, abbiate l'accortezza di rivestire l'osso con dell'alluminio in modo che, se i vostri commensali decideranno di spolparlo, non si sporcheranno le mani.

Consiglio

Una variante molto conosciuta della costoletta è l' "Orecchia di Elefante", cioè preparata con fettine di carne molto appiattite e quindi molto larghe e sottili che, durante la cottura, si accartocciano ricordando vagamente l'orecchio dell'animale.
Se decidete di preparare la costoletta a "Orecchia di Elefante" sarà utile incidere il perimetro della carne evitando così l'arricciamento del bordo in fase di cottura.
Se preferite, per rendere più leggera la frittura della vostra costoletta alla milanese, sostituite in parte il burro con dell'olio, ma non sarà la stessa cosa!
Nonostante la costoletta sia riconosciuta come un piatto tipico lombardo, per anni è stata al centro di una disputa tra Milano e Vienna, discussioni che, in quel periodo, ebbero anche implicazioni patriottiche. La costoletta alla Viennese (Wiener schnitzel), se non per l'impanatura esterna, è ben diversa da quella MIlanese: essa è molto sottile, generalmente è di fesa di maiale e non di vitello e l'impanatura viene fatta passando la carne prima nella farina, poi nell'uovo e infine nel pangrattato.

Curiosità

La costoletta viene estratta dalla lombata di vitello da latte; gli esperti sostengono che solamente le prime sei costolette siano adatte all'impanatura, poichè hanno la giusta quantità di polpa e grasso che conferisce loro la corretta tenerezza per affronatare la cottura senza essere precedentemente battute a lungo.
L'osso della costoletta, detto anche manico, viene di solito ricoperto con della carta stagnola per consentire ai commensali di penderlo tra le dita e spolparlo agevolmente.

domenica 27 marzo 2011

L'italiano in DVD: Tre uomini e una gamba

Anno: 1997
Durata: 98 min
Genere: commedia
Regia: Aldo, Giovanni & Giacomo e Massimo Venier
con: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomino Poretti, Marina Massironi

Trama [tratta da wikipedia]

La trama del film è quella del classico “road trip”: Aldo, Giovanni e Giacomo, dipendenti di un negozio di ferramenta “Il paradiso della brugola”, devono andare a Gallipoli dove avrà luogo il matrimonio di Giacomo con la terza figlia del cavalier Eros Cecconi, loro principale (Giovanni e Aldo sono sposati con le altre due figlie). I tre devono, inoltre, portare al suocero “La Gamba”, un’opera (che costa 170 milioni di lire) di Garpez, scultore sconosciuto ai più (l’opera d’arte verrà disprezzata da tutti tranne da Giacomo). Durante il viaggio avranno varie disavventure (uccidono involontariamente Ringhio, l'amato bulldog del suocero, ripartendo dopo averlo dimenticato legato a guardia della macchina in occasione di una sosta in autogrill; Giacomo è in preda a una colica renale; la macchina si rompe più volte; la Gamba viene persa), tra le quali conosceranno Chiara (Marina Massironi) dopo un tamponamento. Essendosi rotta l'auto della ragazza, che deve partire per la Grecia, i tre accetteranno di darle un passaggio fino al porto dove dovrà imbarcarsi. Giacomo nel frattempo si innamora di Chiara, la quale, essendosene accorta e non volendo rovinare il matrimonio al suo nuovo amico, con una scusa si fa lasciare in un'area di servizio per riprendere il suo viaggio da sola.
Le varie disavventure del viaggio fanno riflettere i tre protagonisti sulla loro condizione: i tre amici lasceranno la Gamba (con una scarpa al piede, per deridere l’opera e il suocero) nel viale d’entrata alla casa.

Giudizio di ovitmilano.com: * *  - -

venerdì 25 marzo 2011

Alcune parole difficili

Completa (dal livello intermedio)

  1. - Invitare Marisa? ______________! Non verrebbe mai in quel locale
  2. magari figurati anzi addirittura insomma
  3. Non solo è un grande attore, ma ______________ ha vinto un Oscar come regista!
  4. magari figurati anzi addirittura insomma
  5. - Grazie mille, Antonio! - ______________! L'ho fatto con piacere.
  6. magari figurati anzi addirittura insomma
  7. Ho capito che si è comportato mal. Ma lui, ______________, cosa ha fatto veramente?
  8. magari figurati anzi addirittura insomma
  9. - Sei stanca? - No, ______________, balliamo ancora un po'.
  10. magari figurati anzi addirittura insomma
  11. -- Ti piacerebbe che Fabio Volo ti invitasse a cena? - ______________! Sarebbe stupendo!
  12. magari figurati anzi addirittura insomma
  13. - Ti è piaciuto il film? - ______________, non molto.
  14. magari figurati anzi addirittura insomma
  15. Ora non posso parlarti, ______________ ci sentiamo più tardi.
  16. magari figurati anzi addirittura insomma
  17. - Non lo sopporto più! - ______________! Cosa ti ha fatto di male?
  18. magari figurati anzi addirittura insomma
  19. Lei è una donna davvero intelligente. ______________, direi che è semplicemente fantastica!
  20. magari figurati anzi addirittura insomma

martedì 22 marzo 2011

Comprensione: Intervista a Saviano (livello avanzato)

Ascoltate questa meravigliosa intervista allo scrittore Roberto Saviano e segnate le espressioni presenti nel video




Roberto Saviano - intervista a Che tempo che fa

  1. Roberto Saviano con il suo libro ha voluto dare una lezione di giornalismo ai giornali italiani e mettere l'accento su quello che il giornalismo di oggi dovrebbe fare e dire
  2. A Napoli migliaia di manifestanti hanno attraversato la città per protestare contro il giornalismo corrotto d'oggi
  3. A Casal di Principe si è tenuta una manifestazione che ha ricevuto una grande partecipazione ma poco rilievo sulla stampa nazionale
  4. I giornali stranieri, ad esempio lo spagnolo El Pais, ha scritto alcune righe riguardo questa manifestazione, ma non nelle pagine centrali
  5. Secondo Saviano i giornali stranieri non possono avere una chiara percezione della realtà, perché la criminalità organizzata è un fenomeno solo locale
  6. Secondo Saviano i giornali a tiratura nazionale pensano che la mafia sia un problema locale, che non possa interessare ai lettori del Nord Italia
  7. Il libro di Saviano in Italia ha venduto oltre due milioni e mezzo di copie ma è poco famoso all'estero.
  8. Saviano accusa i giornalisti di arricchirsi disonorando l'Italia, approfittando delle disgrazie degli italiani
  9. Saviano voleva essere più marginale, voleva essere uno scrittore di nicchia, parlando al cuore di pochi lettori
  10. Enzo Biagi sosteneva che per essere uno scrittore affermato bisogna avere una copia del proprio libro e al tempo stesso essere accusati di plagio
  11. Saviano accusa gli editori di alcuni giornali nazionali di non saper fare cronaca, ma solo letteratura, i non voler fare emergere le notizie vere
  12. Saviano si difende dalle accuse di plagio ricordando che gli stessi editori sono sotto processo per estorsione a mezzo stampa
  13. Saviano è convinto di essere un obiettivo della mafia perché è più debole di altri, che non possono essere colpiti facilmente quanto lui
  14. L'intervistatore accusa Saviano di “stare sempre in mezzo”, di non voler uscire da questo abito di eroe che si è costruito, di avere una corona in testa
  15. Saviano vive all'estero in un appartamento-bunker, con cinque carabinieri che si alternano nella scorta
  16. Saviano afferma di poter esistere solo quando è davanti al pubblico, perché nella sua vita/non-vita non ha una vita privata
  17. Saviano ha presentato il suo libro per la prima volta a Pordenone il 13 ottobre di 3 anni fa
  18. Saviano ha ricevuto la protezione della scorta ma dato che il loro umore era alto non pensava sarebbe stata una situazione lunga

lunedì 21 marzo 2011

Dizionario illustrato: Il corpo umano


1. la testa
2. i capelli
3. la faccia
4. gli occhi
5. il naso
6. la bocca
7. le orecchie
8. le spalle
9. il collo
10. il braccio
11. il gomito
12. le mani
13. le gambe
14. il ginocchio 
15. la caviglia