martedì 1 febbraio 2011

Settimana delle donne - Martedì: Milena Gabanelli

La settimana scorsa molte amiche che hanno condiviso sul loro profilo di Facebook immagini di donne che hanno lottato per i diritti delle donne in Italia.Vogliamo unirci a questo appello mostrandovi questa settimana, sulla nostra pagina facebook e sul nostro blog, 7 donne italiane a cui vorremmo tutte assomigliare un po'.

Milena Jole Gabanelli è una giornalista italiana. Opera come freelance collaborando con la Rai a programmi televisivi di inchiesta.

Collabora con la Rai dal 1982, iniziando con la realizzazione di programmi di attualità per la terza rete regionale.

Lavorando da sola, con una videocamera portatile, all'inizio degli anni '90 è tra i primi a introdurre in Italia il videogiornalismo, uno stile di intervista che risulta molto diretto ed efficace, soprattutto nel giornalismo di inchiesta. A Milena Gabanelli si deve inoltre la teorizzazione di questo metodo, tanto che lo insegnerà nelle scuole di giornalismo.

Nel 1990 è l'unica giornalista italiana a mettere piede sull'isola dove vivono i discendenti degli ammutinati del Bounty e poi inviata di guerra in diverse zone calde del mondo, ex Jugoslavia, Territori Occupati, Somalia, Cecenia.

Nel 1994 il giornalista Giovanni Minoli le propone di occuparsi di "Professione Reporter", un programma sperimentale creato da giovani video-giornalisti. E' una grande innovazione: abbassando i costi, gli autori (free-lance, cioè si pagano le spese da soli) lavorano in modo più libero.

Dal 1997 Milena conduce Report, programma in onda su Rai Tre che racconta i numerosi problemi dell'Italia contemporanea: salute, ingiustizie e inefficienze dei servizi pubblici. L'obiettività dei servizi dei giornalisti di "Report" risulta essere quantomeno pari all'insistenza nella ricerca della verità: sono numerosi i premi e i riconoscimenti in ambito giornalistico che Milena Gabanelli ha ricevuto nel corso della sua carriera, ma altrettante le critiche di chi la ritiene un personaggio "scomodo".

Di lei il giornalista Giorgio Bocca ha detto: "Milena Gabanelli è l'ultima giornalista che fa inchieste vere, in un momento in cui su tutti i giornali sono state abbandonate. E addirittura stupisce che le possa fare".
Noi speriamo che lo faccia ancora a lungo.



lunedì 31 gennaio 2011

Settimana delle donne - Lunedì: Rita Levi Montalcini

La settimana scorsa molte amiche che hanno condiviso sul loro profilo di Facebook immagini di donne che hanno lottato per i diritti delle donne in Italia.Vogliamo unirci a questo appello mostrandovi questa settimana, sulla nostra pagina facebook e sul nostro blog, 7 donne italiane a cui vorremmo tutte assomigliare un po'.

Rita Levi Montalcini è una scienziata e senatrice italiana.
È stata insignita del premio Nobel per la medicina nel 1986 e nominata senatrice a vita nel 2001 dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Nata a Torino nel 1909 (compirà 102 anni fra pochi mesi), Rita, a vent'anni, capisce di non potersi adattare al ruolo femminile tradizionale, e chiede al padre il permesso di impegnarsi in una carriera professionale.

Nell'autunno del 1930 decide di studiare medicina all'Università di Torino e inizia gli studi sul sistema nervoso che avrebbe proseguito per tutta la vita e si laurea in Medicina e Chirurgia con 110 e lode (il massimo de voti), e si specializza in neurologia e psichiatria.

Nel periodo fascista, Rita, ebrea sefardita, è costretta emigrare in Belgio, dove è ospite dell'istituto di neurologia dell'Università di Bruxelles.
Dal 1941 la famiglia cambia spesso casa per non incorrere nelle deportazioni. A Firenze, Rita entra in contatto con le forze partigiane del Partito d'Azione e nel 1944 entra come medico nelle forze alleate. Qui si accorge però che quel lavoro non era adatto a lei, in quanto non riusciva a costruire il necessario distacco personale dal dolore dei pazienti.

Nel 1947 il biologo Viktor Hamburger la invita a Saint Louis, e le offre la cattedra di Neurobiologia al Dipartimento di zoologia della Washington University.
Fino al 1977 rimane negli USA, continuando la sua ricerca sul sistema nervoso, e in particolare sulla crescita dei tumori delle cellule nervose, che le fanno guadagnare nel 1986 il Premio Nobel per la Medicina, insieme al suo studente biochimico Stanley Cohen.
Nel 1987 riceve il National Medal of Science, l'onorificenza più alta del mondo scientifico statunitense.

Durante la carriera negli Stati Uniti, lavora anche in Italia, dirige il Centro di Ricerche di neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma), diventa direttore del Laboratorio di Biologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), presidente dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla, e presidente dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana e membro delle maggiori accademie scientifiche internazionali.
Nel 1999 è stata nominata ambasciatrice dell'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO).

Rita Levi-Montalcini ha sempre affermato di sentirsi una donna libera.

Ha rinunciato per scelta ad un marito e una famiglia per dedicarsi interamente alla scienza. Riguardo alla propria esperienza di donna nell'ambito scientifico, ha descritto i rapporti coi collaboratori e studiosi sempre amichevoli e paritari, sostenendo che le donne costituiscano al pari degli uomini un immenso serbatoio di potenzialità, sebbene ancora lontane dal raggiungimento di una piena parità sociale.
La prima metà degli anni Settanta l'ha vista partecipe dell'attività del Movimento di Liberazione Femminile per la regolamentazione dell'aborto.
È sempre stata attiva in numerose campagne politiche e sociali, ad esempio contro le mine anti-uomo, per la prevenzione dei conflitti legati allo sfruttamento delle risorse naturali o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società.
Nel 1992 crea, con la sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, per aiutare la formazione dei giovani, e il progetto "Un convitto per le ragazze Tuareg", che offre borse di studio a giovani studentesse africane.

giovedì 27 gennaio 2011

Le orecchiette alle cime di rapa

INGREDIENTI
800 g di cime di rapa (già pulite
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 spicchi d'aglio
6 filetti di acciuga sottolio
1 peperoncino
400 g di pasta tipo orecchiette
pepe

PREPARAZIONE
- Pulire le cime di rapa selezionando soltanto le foglie più tenere. Lavare abbondantemente sotto acqua fresca corrente.
- In una padella mettere l'olio, l'aglio spelato e l'acciuga ben scolata, tamponata con carta da cucina e spezzettata.
- Accendere il fuoco e far dolcemente dorare l'aglio e l'acciuga. Spegnere ed unire il peperoncino spezzettato.
- Portare a bollore l'acqua per la pasta, salarla e buttare le orecchiette. Puntare il timer a 5 minuti dalla fine della cottura, quindi buttare le cime di rapa. Portare a fine cottura, quindi scolare.
- Accendere il fuoco sotto la padella con aglio, olio e peperoncino e mettervi la pasta.
- Saltare la pasta a fiamma vivace nella padella del condimento per un paio di minuti, girando di frequente.
- Servire immediatamente con un'abbondante grattugiata di pepe ed un filo d'olio a crudo.

Potete anche preparare questa gustosissima ricetta seguendo il video di Giallo Zafferano