venerdì 4 febbraio 2011

Settimana delle donne - Venerdì con: Luciana Littizzetto


Luciana Littizzetto (Torino, 29 ottobre 1964) è un'attrice, cabarettista, doppiatrice e scrittrice italiana.

Dopo essersi diplomata in pianoforte nel 1984 presso il conservatorio di Torino, intraprende l'insegnamento della musica in una scuola media di un quartiere della periferia di Torino, attività che la terrà occupata per nove anni e che le permetterà di venire a contatto con situazioni che, in futuro, le daranno spunto per la creazione dei suoi personaggi. In quegli anni inoltre Luciana collabora con Gioventù Operaia, il mensile della GiOC (movimento a cui aderisce in quel periodo), su cui pubblica i suoi primi articoli, per lo più sul mondo della scuola o recensioni musicali o cinematografiche, in cui è già percepibile lo stile ironico e disincantato che la caratterizzerà in seguito.

Nel frattempo si laurea in Materie Letterarie presso la facoltà di Magistero nel 1990, con una tesi in storia del melodramma intitolata "La luna nel romanticismo". Tra il 1988 ed il 1990frequenta la scuola di recitazione dell'"Istituto d'Arte e Spettacolo" al circolo Dravelli di Moncalieri, all'epoca diretta da Arnoldo Foà. Qui concepisce i suoi primi spettacoli di cabaret,Lacrime, Sogni e Sesso, iniziando ad esibirsi in alcuni locali cittadini come il Teatro Juvarra ed Hiroshima Mon Amour, spesso con altri (allora) giovani cabarettisti torinesi come le Sorelle Suburbe, Cesare Vodani, Federico Bianco e Beppe Braida.
Parallelamente inizia l'attività di doppiaggio presso la "Delta Film" di Gassino Torinese, prestando la voce a personaggi di soap e telenovele. Dopo aver vinto, nel 1991, il premio "Ettore Petrolini" al Festival di cabaret Bravograzie di Aosta e dopo la partecipazione come corista, sempre nello stesso anno, ad una delle canzoni del disco Càbala dei Loschi Dezi (poi divenuti Mau Mau) entra a far parte del cast della trasmissione televisiva "Avanzi" di RaiTre, condotta da Serena Dandini, guadagnando continui consensi.
Iniziano anche sporadiche apparizioni televisive al Maurizio Costanzo Show. Aiutata da un'agenzia di Milano, Luciana Littizzetto abbandona l'impiego di insegnante e si dedica a tempo pieno ai suoi spettacoli.

Luciana Littizzetto con la fiaccola olimpica, il 10 febbraio 2006
Dal 1993, Luciana Littizzetto torna a teatro con lo spettacolo Parlami d'amore Manù, del quale è anche autrice dei testi. Il copione mette in scena personaggi tipici della Littizzetto, stravaganti vittime della società, che si rivolgono ad una misteriosa dispensatrice di aiuto per risolvere i loro dilemmi. Al Festival di Sanscemo scrive un testo provocatorio, Naziskina, affidato al cabarettista torinese Cesare Vodani, che si classifica quarto.
Lo stesso anno partecipa, sempre su Raitre, alla trasmissione Cielito Lindo condotta da Claudio Bisio ed Athina Cenci, nella quale interpreta il personaggio di Sabrina (personaggio al quale si deve una frase divenuta un tormentone in voga in quegli anni, "Minchia Sabbry!"). Successivamente esordisce in radio conducendo, assieme a Piero Chiambretti, una trasmissione perRadioDue, la Hit Parade.
Il 1995 si apre con la partecipazione alla trasmissione di Raitre Letti gemelli con Oreste De Fornari e Gloria De Antoni e, in estate, sempre sulla stessa rete, è nel cast di TV cumpra dove presenta gag comiche in collaborazione con Michele Mirabella eToni Garrani. Non si ferma la sua attività presso Radiodue, con cui firma la radiocommedia Giada, che sarà in onda fino all'estate1996. Nel 1997 conduce "Single" con Bruno Gambarotta su Rai 2 per poi dedicarsi al ruolo di inviata per il programma Radio Duo, in onda da giugno a settembre dello stesso anno.
La nuova stagione è zeppa di impegni per la Littizzetto che si trova divisa tra televisione e il debutto al cinema: passando allaMediaset lavora a Facciamo Cabaret prima e a Ciro, figlio di Target (con Gaia De Laurentiis e Enrico Bertolino) poi; parallelamente è sul set di Tutti giù per terra, storia tratta dall'omonimo romanzo del torinese Giuseppe Culicchia, e del fortunatissimo film d'esordio di Aldo, Giovanni e Giacomo, Tre uomini e una gamba. Il successo la lancia in un periodo della sua carriera molto fertile: dal 1998 partecipa per la prima volta a numerose puntate di Mai dire gol per poi tornare nel cast di Ciro, figlio di Target. In aprile riceve l'incarico di condurre il programma radiofonico "Titanic(a)", ogni domenica dopo pranzo, che per ogni puntata ha un colore associato attorno al quale la Littizzetto costruisce ogni volta un monologo di un'ora. Più avanti esordisce anche in Zelig - Facciamo Cabaret presentato da Simona Ventura dove corona una fama da comica da tempo consolidata.
I mondiali di calcio Francia 1998 le danno occasione di improvvisarsi nuovamente inviata, stavolta per conto della Gialappa's Band, e, contemporaneamente, torna in radio con un nuovo programma, dal curioso nome Quizzas. La stagione televisiva la vede impegnata ancora con Mai dire gol dove introduce due nuovi personaggi molto popolari, la pianista Nives e la ninfomane Lolita.
Nel 1999 la Littizzetto ritorna sul set, dove recita insieme a Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu in E allora mambo poi continua la sua felice partecipazione a "Mai dire gol", riproponendo la figura di Sabrina, assunta come cassiera in un fast-food. L'anno si chiude con la pubblicazione del suo primo libro, intitolato L'agenda di Minchia Sabbry.

Il nuovo millennio si apre con la scritturazione della Littizzetto in svariate pellicole cinematografiche: oltre a recitare nel primo film della Gialappa's Band, Tutti gli uomini del deficiente, e nella seconda pellicola di Lucio Pellegrini, Tandem, è cosceneggiatrice di Ravanello pallido, di cui è la protagonista. Tornata alla RAI, partecipa a Quelli che il calcio di Fabio Fazio, proponendo diversi nuovi personaggi, tra cui le celebri Babooskha e Bianca Eberni.
In novembre, pur non corrispondendo ai canoni di quella che viene normalmente definita una vamp, appare in un servizio fotografico sexy nella rivista Max; scrive infine il suo secondo libroTi amo, bastardo. Successivamente a Mediaset lavora a Matricole, in onda su Italia 1, e al Maurizio Costanzo Show e nel 2001 conduce in radio Le parole che non ti ho chiesto, incentrato sui problemi di coppia. La sua attività di scrittrice non si ferma e trova nello stesso anno un grande slancio: dopo Un attimo, sono nuda, ottiene un imprevedibile successo editoriale con Sola come un gambo di sedano, pubblicato dalla Mondadori (oltre un milione di copie vendute).
Il libro raccoglie alcuni degli articoli che la Littizzetto scrive settimanalmente per Il pensiero debole, la rubrica da lei tenuta su Torino Sette, l'inserto del venerdì de La Stampa.
Il 2002 la vede ospite di trasmissioni molto popolari, da Stasera pago io di Fiorello (in cui propone una famosa rivisitazione in chiave comica della canzone Buonasera, dottore di Claudia Mori) a C'è posta per te di Maria De Filippi, ma anche in Per un pugno di libri, e ancora Mai dire Domenica e Maurizio Costanzo Show. Particolarmente nota la comparsata al Festival di Sanremo del 2003, dove bacia in diretta il conduttore Pippo Baudo.
Bissa la fortuna ottenuta con il libro precedente con la pubblicazione de La principessa sul pisello, sempre per la Mondadori. Sotto il profilo radiofonico viene ingaggiata da Radio Deejay, con cui presenta insieme a Paoletta la trasmissione settimanale La Bomba. Comincia inoltre a firmare degli spot pubblicitari, la cui vena umoristica viene addirittura premiata. Nella prima parte del 2003 torna a lavorare con la Gialappa's Band, entrando nel cast di Mai dire Domenica, dove porta al successo la parodia della cartomante della Zingara e trasforma la pianista Nives in un'esperta sessuologa. Insieme a Davide Ferrario mette in scena Se devo essere sincera, film di cui è cosceneggiatrice e protagonista: nel cast anche Neri Marcorè.
L'anno successivo la vede impegnata alla radio, dove La bomba viene trasformato in un appuntamento quotidiano, e di nuovo nel ruolo di scrittrice: mentre i suoi due più grandi successi commerciali vengono tradotti in Portogallo, Spagna, Germania, Ungheria, Russia, Repubblica Ceca e Lituania, a dicembre pubblica Col cavolo (che chiude la cosiddetta "Trilogia della verdura"). Prima che avvenisse la fusione tra Le Iene con Mai dire Lunedì (che porta alla nascita di Mai dire Iene) Luciana ne era coconduttrice a fianco di Luca & Paolo (la coppia artistica con cui debuttava nel 1999 al cinema).
Dal 2005 è nel cast del programma di Fabio Fazio Che tempo che fa, appuntamento settimanale molto seguito che le garantisce nuovo lustro: abbandonati i personaggi che l'hanno resa celebre, la Littizzetto si prodiga in monologhi comici su temi d'attualità, spesso irriverenti (di gran successo gli appelli a Camillo Ruini, al quale la Littizzetto si rivolge con l'appellativo diEminens, parodiando il trattamento di "eminenza" dovuta ai cardinali), nei quali rimane spesso senza scarpe. Nel corso dello stesso anno gode del successo al botteghino di Manuale d'amore di Carlo Verdone. Ancora impegnata alla conduzione de La bomba, stavolta affiancata da Vic, Luciana si prepara nel frattempo alla stesura di una sceneggiatura per un film.
Nel 2006 la Littizzetto viene confermata per l'appuntamento domenicale di Che tempo che fa e pubblica un nuovo libro, Rivergination, edito Mondadori: nel giro di poche settimane il libro fa capolino al primo posto dei libri più venduti della settimana , confermando il grande successo editoriale della comica torinese. Anche la stagione 2007-2008 di Che tempo che fa vede ancora la comica impegnata la domenica sera. In aprile subisce un'operazione per asportare dei calcoli renali: ne approfitta per scherzare anche su questa esperienza, con dei collegamenti televisivi dalla sua casa di Torino, facendo leggere bollettini medici al limite dell'assurdo. L'8 marzo 2009 è stata la protagonista assoluta del programma Che tempo che fa, con una puntata tutta dedicata alle donne.
Nei mesi di luglio, agosto e settembre 2009 è impegnata su due set, quello dello sceneggiato televisivo Fuoriclasse (in onda nel 2011) e quello del nuovo film di Giovanni Veronesi,Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso.


giovedì 3 febbraio 2011

Settimana delle donne - Giovedì con: Alfonsina Strada

La settimana scorsa molte amiche che hanno condiviso sul loro profilo di Facebook immagini di donne che hanno lottato per i diritti delle donne in Italia.Vogliamo unirci a questo appello mostrandovi questa settimana, sulla nostra pagina facebook e sul nostro blog, 7 donne italiane a cui vorremmo tutte assomigliare un po'.

Alfonsina Strada, è stata una ciclista italiana, pioniera della parificazione tra lo sport maschile e quello femminile.

Negli anni 1920 si confrontò con ciclisti di sesso maschile in corse come il Giro di Lombardia e il Giro d'Italia, correndo insieme a campioni come Costante Girardengo, Gaetano Belloni, Philippe Thys, Henri Pélissier.

Alfonsina è figlia di due poveri braccianti analfabeti. Nel 1901 il padre porta a casa una vecchia bicicletta: Alfonsina trova una vera passione, forse la libertà. Ma mentre nel resto d'Europa il ciclismo femminile comincia a diffondersi, in Italia, soprattutto nei piccoli paesi, questo sport è considerato una manifestazione diabolica. Ciò nonostante, la ragazza crescendo continua ad alimentare questa passione partecipando e vincendo a numerose corse di paese.

Alfonsina fa sarta, ma non abbandona la bicicletta. Nel 1907, sedicenne, decide di visitare da sola Torino, dove le donne su due ruote non sono motivo di scandalo. Qui comincia a gareggiare, guadagnandosi il titolo di "miglior ciclista italiana".

Nella primavera dello stesso anno si trasferisce a Milano, la città che era divenuta in pochi anni la nuova capitale della bicicletta, e in cui si tengono corse come la Milano-Sanremo, la Milano-Torino, la Milano-Modena.

Nel 1917, Alfonsina si iscrive al Giro di Lombardia, sfidando atleti dell'altro sesso. Dopo aver preso parte a due Giri di Lombardia, nel 1924 le permettono di iscriversi al Giro d'Italia di quell'anno nonostante mille polemiche (e probabilmente solo per motivi promozionali). A quattro giorni dalla partenza il suo nome non compare. Il giorno dopo ecco però comparire sulla Gazzetta dello Sport il nome di "Alfonsin Strada di Milano"(e non si sa se la lettera "a" mancante sia un caso...). In breve la notizia si diffonde in tutta Italia, creando curiosità, sospetto, approvazione e risa.

Il tracciato del Giro 1924 attraversava la penisola per 3.613 chilometri, in 12 tappe, intervallate da 11 giorni di riposo. Naturalmente per Alfonsina Strada è molto difficoltoso reggere il passo dei colleghi maschi, ma ogni volta riesce a tagliare il traguardo.

Arrivata fuori tempo massimo durante la tappa L'Aquila-Perugia, è esclusa dalla classifica del Giro: una decisione probabilmente influenzata dal clima che si respira in quell'epoca, quando la parità tra uomo e donna era ben lontana, e non si tollerava una donna che non solo sfidava apertamente gli uomini, ma riusciva addirittura a batterne alcuni. Si decise comunque per un compromesso: Alfonsina poteva prendere parte a tutte le restanti tappe, ma i suoi tempi non sarebbero stati conteggiati nella classifica. Ma, tra i 90 partiti a Milano, solo 30 completarono la corsa, e, fra di questi, Alfonsina.

Il maschilismo del periodo le impedisce di partecipare ancora al Giro, ma Alfonsina vince ben 36 corse contro colleghi maschi e conquista la stima di numerosi ciclisti celebri, tra cui Costante Girardengo.

Nel 2004 è stato pubblicato il libro scritto da Paolo Facchinetti con il titolo Gli anni ruggenti di 
Alfonsina Strada
 - Il romanzo dell'unica donna che ha corso il Giro d'Italia assieme agli uomini.

Il 20 aprile 2010 è uscito il concept album dei Tétes de Bois intitolato Goodbik con 11 canzoni dedicate al ciclismo: quella che ha avuto più successo è Alfonsina e la bici. Questa canzone ha ispirato il video-clip interpretato dall'astrofisica Margherita Hack e diretto da Agostino Ferrente.


mercoledì 2 febbraio 2011

Settimana delle donne - Mercoledì con: Margherita Hack

La settimana scorsa molte amiche che hanno condiviso sul loro profilo di Facebook immagini di donne che hanno lottato per i diritti delle donne in Italia.Vogliamo unirci a questo appello mostrandovi questa settimana, sulla nostra pagina facebook e sul nostro blog, 7 donne italiane a cui vorremmo tutte assomigliare un po'.

Margherita Hack è un'astrofisica italiana.

« La scienza si avvicina asintoticamente alla verità. »

Scienziata. ma con grande umanità. Grazie alla sua grandissima chiarezza e bravura nello spiegare anche i più difficili temi di fisica e astrofisica, e grazie anche alla sua umiltà, simpatia e amore per la scienza, Margherita Hack presenterà presto un programma televisivo dove parlerà dei segreti dell’Universo ai bambini.


Margherita Hack è stata professoressa di astronomia all'Università di Trieste dal 1964 al 1992 (dove è stata anche direttore del Dipartimento di Astronomia), è stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, l'Osservatorio Astronomico di Trieste, è membro delle più prestigiose società fisiche e astronomiche, ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed ha pubblicato numerosi lavori originali su riviste internazionali e numerosi libri, ricevendo numerosi premi per la ricerca scientifica.
In Italia, con un'intensa opera di promozione ha ottenuto che la comunità astronomica italiana espandesse la sua attività nell'utilizzo di vari satelliti raggiungendo un altissimo livello.
In segno di apprezzamento per il suo importante contributo, le è stato anche intitolato un asteroide: il 8558 Hack.

Margherita Hack è molto nota anche per le sue attività in campo sociale e politico.
È socia onoraria dell'associazione Libera Uscita per la depenalizzazione dell'eutanasia.
È una animalista convinta ed è vegetariana sin da bambina. Riguardo alla carne, ha dichiarato: «Non la mangerei mai, perché mi sembra veramente atroce uccidere milioni e milioni e milioni di animali... è veramente un'ecatombe ogni giorno sulla terra».
Il 12 agosto 2010 Margherita Hack è stata premiata a Torre del Lago Puccini come "Personaggio gay dell’anno" per la sua attività a favore dei diritti civili e del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. In quell’occasione ha dichiarato che «da parte di altri paesi è certamente un segno di civiltà. Noi invece siamo un paese arretrato, che non sa cos'è il rispetto della libertà. Il Vaticano è certamente un deterrente che influenza la classe politica, ma la politica non è libera e non ha il coraggio di reagire. E se non reagisce questo significa che è più bacchettona della Chiesa e non sa cos'è il rispetto della libertà altrui».


Dal 1989 è garante scientifico del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) e, dal 2002, è presidente onorario dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

In politica, è stata candidata con il Partito dei Comunisti Italiani, ed è una forte oppositrice del governo Berlusconi, a favore di maggiori investimenti nella ricerca scientifica e nel campo dell'istruzione.